"La cattiva strada" *

Gli occhi di suo padre erano ancora lì, a tre metri da terra. Will si accorse che questo particolare si riproponeva con una certa frequenza. Ogni volta che commetteva un errore, ogni volta che la successione degli eventi lo travolgeva e lo rendeva impotente, si ritrovava a fissare il ritratto di suo padre. Cosa avrebbe fatto, lui, l’autorevole giudice Micheal Sullivan, in quella situazione? Quale fantastico colpo risolutore avrebbe saputo indovinare? E, soprattutto, quali parole avrebbe rivolto all’ormai giovane Will, il maggiore dei suoi quattro figli?
Beh, all’ultima domanda era facile rispondere. Cambiavano gli scenari, le vicende, i protagonisti, ma le battute si confermavano sempre le stesse. Gli sembrava ancora di sentirlo.

“Ricorda figliolo, solo gli uomini veri riescono ad andare avanti nella vita. Non c’è spazio per i deboli, nessuna attenuante per chi tergiversa, per chi tentenna. La vita è una battaglia continua, niente tempo per pensare, bisogna agire! E impara subito a far pochi errori, perché la vita non te ne perdona nessuno. Pensi davvero che sarà sempre come adesso? Pensi che un domani riuscirai ancora a cavartela con quattro cinghiate? No, scordatelo. Un giorno, quando tutto questo sarà tuo, del dottor William Sullivan, non ti sarà consentito sbagliare perché, e puoi scommetterci, ci sarà sempre qualcuno pronto a fregarti”.


Will aveva tra le mani una moneta da un dollaro. Per un attimo un sorriso modificò il suo sguardo perso nel nulla. “Questo è tutto quello che rimane” pensò.
Allentò il nodo alla cravatta e si versò da bere. In casa regnava il silenzio. Sua moglie dormiva in un’altra stanza ormai da due mesi. Dopo aver appreso la notizia dell’impossibilità di avere figli aveva deciso bene di ridurre al minimo i contatti diretti con quel mezz’uomo che si ritrovava come marito.

Will si avvicinò alla cassapanca ai piedi del letto. L’aprì e potè constatare che la scatola con la vecchia pistola di suo padre era ancora lì. Infilò il dollaro in tasca e cominciò ad accarezzare la pistola. Nonostante fosse molto vecchia era ancora ben funzionante. Will la puliva ogni settimana, con una meticolosità ammirevole, forse era l’unica cosa che gli riusciva davvero bene. Controllò il tamburo, il colpo era sempre in canna.

Alzò gli occhi verso il ritratto di suo padre, gli parve di intravedere uno sguardo di sfida.

Chiuse gli occhi e appoggiò la pistola alla tempia. Passarono pochi interminabili secondi.

“No, non ancora. Questa sarà l’unica soddisfazione che ti darò, papà. Ma dovrai sudartela.”

16 commenti:

  1. Luna ha detto...

    dovremmo scrivere dei racconti a più mani. sto riflettendo.  

  2. Morgan ha detto...

    l'immagine di accarezzare la pistola è un po' inquietante, no?  

  3. Baol ha detto...

    Ti ha fatto bene la caduta...non dirmi che di solito usi la parte su cui sei caduto per scrivere i post...:D

    Sono a disposizione per il racconto a più mani :)  

  4. Anonimo ha detto...

    ahem


    G.  

  5. johnson ha detto...

    luna: ok, e poi li vendiamo...:P
    devo ancora risponderti, i'm sorry, sono giorni incasinatissimi, forse domani ce la faccio...
    morgan: da un punto di vista sicuramente si, ma per altri versi può anche essere tristemente umano
    baol: calmo calmo bello! dopo l'incontro di domenica ti stai prendendo un pò troppo confidenza :P
    G.: prego? :P  

  6. Anonimo ha detto...

    grazie:P


    G.  

  7. Baol ha detto...

    Egregio farmacista non pensavo di toccare corde così tese, le porgo per questo le più sentite scuse :P


    ps
    Bellissime foto, spero che Viola ti giri le mie :)  

  8. Luna ha detto...

    Viola ci ha già pensato!  

  9. Baol ha detto...

    Che professionalità! Grazie :D  

  10. muri e martelli ha detto...

    ehi baol a me quelle di johnson le ha passate Luna... ma le tue non le ho viste... LE ASPETTO!!!! arghhhhh!!!!  

  11. Carmen ha detto...

    ehm... anche io le voglio vedere le foto ... mmm che foto? va be' volevo giusto impicciarmi un po' :D  

  12. Baol ha detto...

    @ Muri&Martelli: hai ragione ma, visto che sono belle pesanti perchè non mi vieni a portare una bella chiavetta di memoria che te le metto lì sopra?

    @ Carmen: e tu sei stata in puglia e non ti sei fatta sentire... :D :D

    @ johnson: scusa le comunicazioni di servizio effettuate sul tuo blog :)  

  13. Frankie ha detto...

    Ma cos'è sta cosa?è farina del tuo sacco? o un libro che non ho letto?
    cmq mi sembra di capire che sei caduto....ma quando è successo? e soprattutto io dov'ero? poichè ovviamente avrei riso alle tue spalle ma anche in faccia a te!
    P.S.:TI ADORO!

    (Siccome i miei commenti son sempre cattivi devo fare sempre un post scriptum leccasedere!)  

  14. ventodiprimavera ha detto...

    Non sapevo scrivessi cosi'....che sorpresa!  

  15. ventodiprimavera ha detto...

    Non sapevo scrivessi cosi'....che sorpresa!  

  16. johnson ha detto...

    va beh, ormai questo blog è diventato un forum... fatene quel che volete :P

    vdp & frankie: grazie :)  


 

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