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Published by johnson on mercoledì, ottobre 31, 2007 a 01:58Frank Railey era un uomo come tanti.
In 42 anni di vita onesta era riuscito a conquistarsi la poltrona di vice direttore della filiale della Bank of America del suo quartiere.
Non era sposato, considerava troppo dispendiosa ed impegnativa la vita un padre di famiglia con un mutuo ancora da pagare e tante abitudini da rispettare.
La sua esistenza procedeva lenta e priva di emozioni: il mercoledì sera birra con due vecchi amici del liceo, il sabato Giants allo stadio, qualche volta riusciva addirittura ad andare al cinema, ma solo di domenica.
Il suo frigorifero era un esempio di ordine perfetto, con tutte le ciotoline di monoporzioni ad incastro.
Non aveva mai avuto problemi con la legge, neanche una multa per divieto di sosta, perciò si meravigliò non poco quando gli ordinarono di presentarsi in centrale quella mattina di settembre.
Fu così che Frank venne a sapere dell’esistenza di un altro Frank Railey, totalmente diverso da lui: si trattava di un agente speciale infiltrato tra le maglie di un’organizzazione criminale molto pericolosa.
Frank fu convocato nuovamente per il giorno successivo, c’era bisogno di altri accertamenti, aveva sentito parlare addirittura di un possibile cambio di identità.
Quella mattina Frank uscì presto, aveva bisogno di un po’ di tempo per riflettere. Decise di attraversare il parco ancora deserto.
Dopo un paio di minuti si sentì chiamare, si girò nel momento in cui il colpo esplose.
Non si sa bene come, ma Frank riuscì a capire quello che stava succedendo, anzi per un attimo gli parve di vedere il proiettile fermo a mezz’aria.
“Ecco, ci siamo” pensò “ ora mi passerà tutta la vita davanti, come nei film”.
Frank allora si concentrò, accennò persino un sorriso preliminare.
Ma non accadde nulla, il vuoto più assoluto.
Il proiettile compì il suo dovere in modo egregio.
Mentre Frank si accasciava al suolo, il killer era già scomparso.
“Lo avevo detto che sarebbe stata necessaria una talpa in quella centrale” pensava mentre scappava “non avremmo mai potuto dare un volto a quel bastardo di Frank Railey, altrimenti”.
Etichette: i corti
L'omonimia è una brutta cosa...:D
Ma il tizio si è accorto che faceva una vita vuota secondo te?
Cugino.........ma di cosa ti fai???????
oddio, mi sento idiota, non ho capito.
J
e bravo!
Anche qui grazie per la visita e per l'incoraggiamento.
In bocca al lupo per la tua rivoluzione :-)
molto bello! il solito, profondo Johnson che esce allo scoperto (soprattutto nell'istante della morte. molto bella la visione della pallottola a mezz'aria)