Ho ricominciato a vedere la tv!

Uh, la signora delle pulizie continua a venire, chissà se si ricorda ancora di me…

“Ehm..è permesso? Salve, sono quello che c’era prima, per un po’ non ci sono stato. Posso fare un giro? Grazie.”

Porca miseria, non è cambiato niente. Neanche un po’ di polvere accumulata, dopo darò alla signora una mancia sostanziosa.
Apperò, qualche commento continua ad arrivare, che cari… uhm…dovrei quasi rispondere. Che faccio, versione lunga o corta? Vabbè, vada per una via di mezzo.

Negli ultimi due mesi avrò acceso il pc una decina di volte, e quasi sempre solo per controllare la posta. Questa cosa ha rappresentato un cambiamento radicale nelle abitudini dei miei ultimi due anni: fino a poco prima delle vacanze in genere tornavo a casa dal lavoro, via la giacca, via le scarpe, pipì e accensione pc. Anzi, spesso via la giacca, pc e poi pipì.

Buona parte delle mie serate, negli ultimi due mesi, si è, invece, ridotta ad uno spaparanzamento post cena con cervello in posizione off e, quel che è peggio, davanti alla tv. No no, non voglio parlar male della tv, sarebbe come sparare sulla croce rossa, volevo solo dire che prima non lo facevo, non mi piaceva, e quindi, dopo un po’, ho cominciato a chiedermi il perché.

C’è, inoltre, da dire che ai vari cambiamenti routinari si è accompagnato un senso di malessere generale, un’irrequietezza di fondo, un ronzio martellante, un potenziamento dell’apatia pre-vacanza, un qualcosa che mi faceva dire:” Cazzo, il periodo dell’adolescenza l’ho passato da un po’, la crisi post adolescenziale è solo un ricordo, la seconda adolescenza dei 26 anni l’ho metabolizzata completamente, non starò mica inaugurando una nuova sindrome di derivazione adolescenziale?”
E così, come mio solito, invece di provare ad uscirne, magari cercando di conoscere “gente nuova” ( consiglio gettonatissimo), mi sono incaponito a cercare le motivazioni di tutto questo, la mia razionalità devastante ha cominciato a devastarmi.

L’autoanalisi introspettiva ha, però, tardato a dare frutti: il divano migliorava l’adattamento al mio splendido corpo in modo direttamente proporzionale al mio non capire un emerito cavolo. C’è stato chi mi ha detto:” Guarda che non devi per forza dare una spiegazione a tutto”…eheh, giusto, giustissimo, ma non fa per me. E, come in ogni psicanalisi che si rispetti, sono passato al ripercorrere la mia storia recente (ho detto recente, non ho parlato di infanzia…) nel tentativo di individuare cambiamenti avvenuti, ma non riconosciuti.
Ero sulla strada giusta. Infatti, dopo pochi giorni, la luce.
Mi sono accorto, tra l’altro non era poi così difficile, che dall’ inizio di quest’anno la mia vita è completamente ferma, immobile. Stesso lavoro, stessa casa, stessi (splendidi) amici, stessa (inqualificabile) vita sentimentale, stessa (relativa) tranquillità economica, stessa macchina, stesse abitudini, stessa spiaggia, stesso mare… queste ultime me le dovete concedere, era troppo invitante.
Insomma, la tanto agognata, da altri, vita stabile e tranquilla mi sta prosciugando, mi sta rendendo un tutt’uno col divano. E non ci sono dubbi, fino a nove mesi fa la mia vita era sempre stata tutto un girare, cambiare, tastare, gustare.

A questo punto, mi son detto, ho davanti altri due possibili verbi: uno è accettare, l’altro è rivoluzionare. Più qualche variabile intermedia che sicuramente c’è, ma che devo ancora identificare.

Ci penserò su e vi farò sapere, e non venite subito a dirmi rivoluzione! che è troppo facile.

Comunque, nel frattempo, ho ricominciato a scrivere.

9 commenti:

  1. Scogliera a picco sul mare ha detto...

    Ciao Johnson,

    ti ho praticamente aggiunto ai miei feed il giorno in cui sei andto in vcanza, e pensavo fosse stato un errore, vist che nn riemergev, ma evidentemente no. Non solo sei riemerso, ma anche un problema interessante, di quelli che periodicamente attanaglia anche me.

    Beh ti auguro di trovare la tua strada.

    Saluti,

    Scogliera  

  2. Baol ha detto...

    Jo!!!! Bentornato!!! Sono l'ultimo che può parlarti di vita, afflitto come sono dalla mia personale versione della Sindrome di Peter Pan, nel mio continuo non crescere e massacrarmi, nel mio continuo "perchè ho fatto questo? Perchè non ho fatto quell'altro?". Al massimo possiamo creare un'associazione Puglia - Lombardia :)
    Grazie per il commento sul mio blog, sappi che, anche tra miliardi (seeeee.....) di lettori, sei sempre tra i preferiti :D
    Ciaoooooooo  

  3. Luna ha detto...

    anche io l'ho provata questa sensazione e la provo ancora. per quello ogni tanto combino casini immondi che sono dei tentativi di creare delle svolte...
    certe volte mi dico che forse crescere è questo... ma no, non può essere così agghiacciante...
    vuol dire che cambiaremo e cambieremo e cambieremo finchè non ci piacerà.
    è bellissimo rileggerti!  

  4. Anja ha detto...

    YUPPIDOO pensavo la concorrenza degli spazi Salute alla coop avesse colpito al cuore il nostro farmacista! :P

    Bentornato, signor J. Ti rispondo, sai.  

  5. Frankie ha detto...

    Volevo lasciarti un commento,ma francamente ti dirò tutto a voce visto che sei a portata di mano!!!!  

  6. viadellaviola ha detto...

    ma io pensavo che la tua assenza significasse: grande vita, mille fidanzate, eppi auar a gogò...
    e poi tu mi scrivi questo post...ma non erano meglio le pablic relescion con gli amici bloggher invece di questo popò di seghe mentali?
    non sottovaluto, so bene di che parli, però se ci soffermiamo così tanto è logico che arriviamo al limite...la vita è anche normalità e rutin, o no?

    vabè, comunque, son contenta che sei tornato, ma veramente.  

  7. spora ha detto...

    "E non ci sono dubbi, fino a nove mesi fa la mia vita era sempre stata tutto un girare, cambiare, tastare, gustare."

    Carissimo, hai appena partorito di saggezza !!

    bentornato, spora  

  8. babelez ha detto...

    il terzo verbo è quello giusto: ricoverare.
    cià  

  9. Anonimo ha detto...

    bene, molto bene gianni.
    finalmente leggo questo famoso post.
    quando te lo dico io, che sei troppo posato, fai il tipo che se la prende...:P

    ma adesso bando alla battuta facile, che ti sembra? non avevo proprio avuto una percezione vera di questa cosa. non amo dare consigli, non te ne darò, però ti dico che sei la persona giusta per rivoluzionare, tu sai affrontare e gestire i cambiamenti, eppure contemporaneamente sei un tipo da serena accettazione di un periodo (che è, segnatamente, un periodo: hai ventotto anni, non quarantotto, te lo ricordo spesso dato che tendi a dimenticare :P), insomma sei a cavallo johnz, secondo me non devi preoccuparti troppo qualunque cosa tu decida di fare.
    e ora veniamo al dunque: mica mi avevi parlato di questa seconda adolescenza dei ventisei anni? e cosa aspetti? la cosa mi pare succulenta.
    e adesso vado: ho da fare anch'io delle scelte importanti, sai tipo tra il vestito d'oro e d'argento e quello di ferro e di ottone, cose così.


    (utente anonimo);)  


 

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