Sono stato invitato a partecipare alla catena degli incipit. Di seguito dovrebbero esserci le parole iniziali dei libri della mia vita, ma come si fa? Beccatevi gli incipit dei primi libri che mi vengono in mente.
Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l'ultima volta in mezzo a noi.
Italo Calvino – Il barone rampante
Letto a 15 anni, è uno dei fattori che mi ha portato a cambiare.
La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo.
Jack Kerouac – Sulla strada
La più bella donna della città
Cass era la più giovane e la più bella di 5 sorelle. Cass era la più bella ragazza di tutta la città. Mezzindiana, aveva un corpo stranamente flessuoso, focoso era e come di serpente, con due occhi che proprio ci dicevano.
Charles Bukowski – Storie di ordinaria follia
Questi due mi hanno introdotto alla beat e dintorni. Un uragano emozionale.
Parla la tua lingua, l'americano, e c'è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza.
Don DeLillo – Underworld
Una vera sorpresa. In particolare, consiglio tutto il prologo: una settantina tra le più belle pagine mai scritte.
Okay. Niente panico. Niente panico. È solo un estratto conto della Visa. È solo un pezzo di carta con qualche numero scritto sopra. Che paura può farmi?
Libro leggerissimo, ma molto divertente e molto ben scritto. E basta fare gli intellettuali a tutti i costi! Lo dedico ad Alexyr che mi ha passato la catena e che mi toglierà il saluto per questo :P
Ora, però, spezzo la catena. Invito tutti, invece, a partecipare al contest che babelez ha inaugurato sul suo blog. E’ un giochino molto stuzzicante, voglio proprio vedere cosa siete in grado di fare.
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Finalmente. Il periodo incasinato dovrebbe quasi essere giunto alla fine. Sto scrivendo dalla nuova scrivania della nuova casa, quella che dovrebbe ospitarmi per un bel po’. Nell’altra stanza c’è
Le sensazioni sono davvero positive, non c’è che dire. E anche questa città, che un’amica blogger una volta ha paragonato ad un gatto trovandomi decisamente d’accordo, sta cominciando a diventare parte di me. E, come se non bastasse, proprio l’ultima volta che sono stato a Salerno, per pasqua, riflettevo sulla strana idea del sentirmi “straniero in patria”. Insomma, periodo di transizione in tutti i sensi, e tra un po’ toccherà pure al lavoro, direi che due anni bastano e avanzano per capire che stai facendo una cosa che non ti piace.
Nel frattempo ti capita di conoscere dal vivo due tra le migliori scrittrici della blogsfera, ti capita una notte a Strasburgo dove ti senti chiacchierare con un ridicolo mix di francese e inglese, scopri un ritter sport che non avevi mai assaggiato prima, ti ritrovi a fare bagagli perché domani sarai ancora in viaggio, decidi di tornare a nuotare e suonare di nuovo, ma questa volta sul serio. Continuo ad essere uno che per sentirsi bene deve avere milioni di cose per la testa, da gestire sempre con calma però.
Si, mi sento vivo, è una piacevole sensazione che non capita spesso, e la colonna sonora che mi viene in mente non può essere che questa.
P.s.: ne approfitto per dedicarla a frankie ;)
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