Chiusura anticipata

L’apatia aumenta insieme all’afa, da una settimana non riesco e non voglio fare nulla. In questo momento mi stupisco di come riesca a tenere gli occhi aperti davanti al video.
Lavoro il minimo indispensabile, e mi accorgo con un sorriso appena accennato sulle labbra di come questo minimo sia sempre di meno.
Sto uscendo pochissimo, ma qualche film continuo a vederlo, e che diamine.
Sto trascurando il mio blog, quelli degli amici, messenger e ogni altra forma di comunicazione moderna. Non ho voglia neanche di pigiare il tasto dell’accensione del portatile. Qualche telefonata la faccio ancora, però.
Non sto neanche leggendo, nonostante il fatto che il titolo del libro che ho cominciato una settimana fa sia fantastico: “Dialettica di un periodo di transizione dal nulla al niente”. Porca miseria, sarà mica colpa del libro? Naaah, non penso.
Il fatto è che sono completamente svuotato, e non mi era mai capitato prima. Quindi ho deciso a malincuore di salutare in anticipo. Già perché venerdì prossimo comincia il viaggio verso l’Andalusia, anche quest’anno senza prenotare nulla, prime due notti a Barcellona a parte. I punti fermi sono la macchina e un buon amico, il resto verrà da sé. Adios

NU

Sinceramente non è stata una delle mie migliori interpretazioni. Beh, a mia parziale discolpa si potrebbe dire che abbiamo fatto un solo ciak poco prima della mia partenza per Milano domenica scorsa, non ero entrato perfettamente nella parte...
Comunque il risultato è stato, nel complesso, molto positivo, non ci si può lamentare, anzi.

Sto parlando dell'ultimo lavoro del buon babelez, un divertentissimo e demenzialissimo video/trailer che svela i retroscena più "sporchi" delle maggiori serie televisive.
Potete trovarlo qui.

So touch me now

Due ore piene.
Ma quante volte avrà sputato?
Senso di immortalità.
L’arena civica.
Stormi di zanzare.
“State seduti, stronzi!”
Stop all fuckin’ wars!
Durante quale canzone ti chiamo?
La crema di Frankie.
Le corde si spezzano.
Domani vado all’opera, anzi all’opra.
Guarda quello con il violoncello.
Don’t forget.
Secondo me Mario è morto con la birra in mano.
Vibrazioni positive, più che positive.
La pasta Barilla Fast.
Gloria!
Non comincia, entra ancora gente.
Le note e le parole volano in alto e poi ti entrano dentro, prendono il posto del sangue.
Mi fa sentire vecchio.
Lo capite o no che non si può stare seduti ad un concerto così?


Dai diamanti non nasce niente...


E’ stato un fine settimana lampo, toccata e fuga a Salerno.
E mi accorgo di essere ancora in uno strano limbo: mi fermo due giorni e ho il magone quando riparto, mi fermo dieci giorni e non vedo l’ora di tornare a Milano. Immagino siano sensazioni comuni in chi lascia la terra natia per esigenze lavorative.

Ma non voglio parlare di questo. Quello che volevo dire è che per fortuna ieri sera, al mio rientro, ho acceso la tv e mi sono potuto gustare un ottimo speciale del Tg1 su Fabrizio De Andrè.
Ho utilizzato termini culinari non a caso, il mio rapporto con De Andrè è morboso, viscerale, istintivo. Ha radici profonde, che vanno a disporsi parallelamente a quelle del rapporto con mio padre.
In casa mia, fin dalla mia nascita, Faber non ha mai smesso di cantare, ho immaginato spesso di aver avuto la canzone di marinella come ninna nanna. Un po’ più difficile sarebbe stato immaginare mio padre ad interpretarla, più che altro per le sue doti canore.

Ma l’amore per De Andrè non è esploso subito, all’inizio è stato per me un amico fragile, dalla fragile amicizia intendo, distante e poco comprensibile, così come è stato fragile ed inconsistente il rapporto con mio padre fino all’alba dei miei vent’anni, più o meno. Anzi, il fatto che mio padre abbia sempre ascoltato De Andrè, mi provocava un certo senso di repulsione durante il periodo adolescenziale.

Poi è successo qualcosa, non saprei descrivere esattamente cosa, forse il mio cervello ha semplicemente cominciato a funzionare nel modo giusto, o meglio nel modo che io ritengo giusto, forse mio padre ha cominciato a fare passi indietro su alcuni suoi dogmi, forse ho iniziato ad ascoltare De Andrè sul serio, ma ciò che conta è che alcune tessere hanno cambiato posizione e la nuova disposizione mi ha permesso di vedere le cose in modo diverso. Mio padre ha smesso di essere, per me, un gorilla silenzioso e contemporaneamente Faber ha preso uno dei posti in prima fila nella mia personalissima e ristrettissima Hall of Fame. Mi sono ritrovato davanti, chiaramente con le giuste proporzioni, due amici, due esempi da seguire, non due esseri perfetti, ma persone in cui riuscivo ad identificare parecchi lati della mia giovane personalità.

Il momento in cui scopri di avere dei punti fermi su cui contare è illuminante, è come scorgere il mare in fondo ad uno dei tanti vicoli del centro storico di Genova, dove anche le puttane profumano di buono. Da quel momento in poi cambiano le prospettive, buona parte della vita precedente si azzera e una clessidra viene capovolta. A me è capitato più di due volte, sono un uomo fortunato.

dal letame nascono i fior

Da grande farò il giardiniere

Ragazzi aiutatemi. Sto cominciando a farmi paura.

Prossimamente travaserò una piantina di rosa canina in un vaso più grande con un terriccio più adatto. Sono a conoscenza di quanta luce sia necessaria per la crescita ottimale di un esemplare di begonia rizomatosa. Le piantine utili in cucina (basilico, salvia…) non sono mai state così rigogliose.
Sto imparando le differenze tra i vari tipi di concime, penso che presto sistemerò il drenaggio dei vasi.

E tutto questo da un giorno all’altro! Non mi è spuntato il famoso pollice, sono diventato completamente verde, sono ormai un alieno!


Foto: johnson


 

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