A. e C., lei ceca e lui francese, si erano sistemati alla meglio trasformando una barca capovolta sulla spiaggia in un rifugio accogliente e, nel giro di pochi giorni, quel rifugio divenne sempre più spesso luogo di approdo per quel gruppetto di sedicenni.
E così, con una barca sopra le teste, le serate scorrevano serene, i ragazzi ridevano, bevevano, si credevano dei circensi, ma, soprattutto, Parlavano. Come non avevano mai fatto prima. Probabilmente non si va lontano dalla verità se si afferma che quel che i ragazzi appresero in quei due mesi avrebbe potuto tener testa all’istruzione di cinque anni di liceo.
A. compì gli anni in quel periodo. Quel giorno i ragazzini si presentarono con un regalino e con tanta voglia di festeggiare. Dopo aver consegnato il loro dono, chiesero a C. quale regalo avesse scelto per la sua amata.
Egli rispose con tutta la semplicità e la dolcezza di questo mondo: “Me!”.
Lo aveva detto con la reale convinzione che fosse la cosa più bella ed importante che potesse donarle, l’idea che in quel momento tutti i suoi averi ammontassero a pochi spiccioli era lontana anni luce dalla sua testa.
Quel giorno i ragazzini impararono molte cose sull’amore.
Tanto amore, è ciò che stasera auguro a tutti voi.
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Ieri il viso gentile e, in questa occasione, vagamente saccente di johnson ha riempito mezza tv per circa quattro secondi durante un servizio del principale programma di gossip e varietà di italia1.
Ieri johnson è apparso durante un servizio di Studio Aperto.
Oggi johnson si sente appagato.
Oggi johnson è convinto più che mai di aver finalmente rivalutato la televisione italiana.
P.s.: lei mi ha visto sicuramente, ha sempre seguito tutte le puntate di quel programma comico... :P
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Al rientro in casa la scena che si presenta davanti ai miei occhi è terribile: macchie di sangue ovunque, sui vetri, sui muri, stoviglie sparse sul pavimento del soggiorno, finestre spalancate.
Mi guardo allo specchio e mi accorgo di avere ancora degli schizzi di sangue sulla guancia.
Dario Campari, nello stesso istante, è nel suo letto, ma non riesce a prender sonno, non può dimenticare.
E intanto, nella mia testa, iniziano a comparire flash della serata. Prima le risate, la cena insieme, poi ricordo solo una distrazione, un coltello, le urla, tanto sangue, addirittura sul soffitto, la corsa in ospedale, le facce spesso senza speranza che incroci in un pronto soccorso.
Ma ora è tutto finito, bisogna solo rimettere tutto in ordine, non dovrà restare nessuna traccia.
E, quando avremo finito, dimenticare, solo dimenticare.
Nota dell'autore: la storia è realmente accaduta al sottoscritto. Chiaramente non è morto nessuno.... forse...
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