Non può piovere per sempre
Published by johnson on mercoledì, aprile 09, 2008 a 01:27Eh già, il mese appena trascorso sarà ricordato a lungo dal sottoscritto, difficilmente in futuro il fato sarà in grado di riproporre la stessa concentrazione di eventi sfortunati…
12 marzo, verso le 22,15: johnson sta allegramente disputando la consueta partitella settimanale a calcetto con gli amici. Una delle sue inarrestabili discese verso la porta avversaria viene improvvisamente arrestata dal materializzarsi di un piede disposto a tutto pur di evitare un goal. La caviglia di johnson si ritrova così a disporsi in una posizione che definire innaturale è un complimento. Diagnosi: palla da tennis al posto del malleolo. Prognosi: una settimana di riposo assoluto.
Messa così non sarebbe neanche tanto male, ogni tanto una settimana lontano dal lavoro rigenera le sinapsi. Ma…
24 marzo, verso le 21,00: johnson ritorna a casa dopo una pasquetta distruttiva per gradazione alcolica e condizioni climatiche. Un rapido check up evidenzia la presenza di febbre moderata, tosse e mal di gola. Terapia: tachipirina e antinfiammatori.
25 marzo: johnson torna a milano in aereo, le condizioni fisiche non migliorano, la terapia contiua.
26 marzo: johnson va a lavorare nonostante il quadro clinico preoccupante. Durante la giornata la gola diventa un ritrovo di tizzoni ardenti, in serata la temperatura raggiunge i 39.6 gradi celsius. La terapia viene potenziata con l’aggiunta di un antibiotico ad ampio spettro.
27 marzo, ore 05,00: johnson si sveglia dopo poche ore di sonno tormentato, non riesce a deglutire e respira male. Johnson a questo punto è leggermente preoccupato e decide di recarsi al pronto soccorso.
Ore 08,30: johnson viene visitato dall’otorino che dopo tre minuti sentenzia: “Tu resti qua almeno per i prossimi 3-4 giorni”. Diagnosi: epiglottite acuta.
3 aprile, verso le 16,00: dopo otto giorni di ricovero al residence Niguarda di Milano, dopo esser diventato la mascotte del reparto, dopo una trentina di flebo tra antibiotici, cortisone e fisiologiche, dopo quasi tutti gli esami clinici possibili, dopo aver avuto a che fare con pazienti oncologici, sieropositivi e minorenni alle prese con rinoplastica, dopo aver ampiamente riflettuto sul significato della vita e sulle cose veramente importanti, dopo aver letto quattro libri, visto sei film masterizzati e completato due settimane enigmistiche, dopo aver mangiato per i primi quattro giorni solo brodino e purè, johnson viene dimesso con grande dispiacere del corpo infermieristico.
Amico mio, adesso mi fai preoccupare retroattivamente!
Ho sentito di infermiere lì a Milano che volevano far ammalare apposta un paziente per tenerlo lì, eri tu? :D
Comunque questa storia non depone molto a favore del tuo stato di farmacista :D
bellino!
ma infatti ti pensavo, che fine avevi fatto?
si saranno addecreate le infermiere con la tua bellanza...
mo curati però. e arricettati.
si diceva a salerno "arricettati"?
Scusa ma un accenno al tuo armadietto fornitissimo di cibarie, che non potevi mangiare, non lo fai?
E di tutta la marea di gente, terrore delle tue infermiere, che invadevano la tua stanza e bivaccavano lì fino a tardi,neanche un accenno?
mah............
ci potremmo anche offendere sai?!?
Hai rischiato seriamente che ti buttassero via direttamente :P
eheh spero che ti sia ripreso e no nti sei ripreso: arripigliati :-)
Un abbraccio spagnolo, quasi
...e se non ti sei ripreso...
Scogliera dislessica
ma un viaggio a Lourdes no?!?
un saluto ohaiano