ANSA

Sul blog di johnson continua il periodo “comunicati stampa”. Nelle ultime due settimane mi sono ubriacato, ma da star male, di lavoro. Il periodo di malattia ha generato conseguenze nefaste sulla mia produttività e ho dovuto dare fondo a tutte le mie qualità, di ruffiano in primis, per recuperare.
Ma adesso si cambia registro, ho davanti una decina di giorni spettacolari!
- Domani partenza per Salerno, qualche giorno con mamma e papà non fa mai male.
- Da lunedì a mercoledì convention aziendale vicino Cagliari in uno dei villaggi/centri termali migliori al mondo, mi sono già espresso in passato su quanto le farmaceutiche siano avanti da questo punto di vista.
- Dal primo al quattro maggio giro in macchina con amici tra Austria e Germania meridionale.

Che ve ne pare? Ma la chicca deve ancora arrivare: tra un paio di settimane parteciperò come concorrente alla registrazione di un quiz televisivo molto noto, per ora non dico altro. Più in là potrei aggiungere delle informazioni qualora dovessi essere soddisfatto della performance. Nel frattempo incrociate le dita ;)

Non può piovere per sempre

Eh già, il mese appena trascorso sarà ricordato a lungo dal sottoscritto, difficilmente in futuro il fato sarà in grado di riproporre la stessa concentrazione di eventi sfortunati…

12 marzo, verso le 22,15: johnson sta allegramente disputando la consueta partitella settimanale a calcetto con gli amici. Una delle sue inarrestabili discese verso la porta avversaria viene improvvisamente arrestata dal materializzarsi di un piede disposto a tutto pur di evitare un goal. La caviglia di johnson si ritrova così a disporsi in una posizione che definire innaturale è un complimento. Diagnosi: palla da tennis al posto del malleolo. Prognosi: una settimana di riposo assoluto.

Messa così non sarebbe neanche tanto male, ogni tanto una settimana lontano dal lavoro rigenera le sinapsi. Ma…

24 marzo, verso le 21,00: johnson ritorna a casa dopo una pasquetta distruttiva per gradazione alcolica e condizioni climatiche. Un rapido check up evidenzia la presenza di febbre moderata, tosse e mal di gola. Terapia: tachipirina e antinfiammatori.

25 marzo: johnson torna a milano in aereo, le condizioni fisiche non migliorano, la terapia contiua.

26 marzo: johnson va a lavorare nonostante il quadro clinico preoccupante. Durante la giornata la gola diventa un ritrovo di tizzoni ardenti, in serata la temperatura raggiunge i 39.6 gradi celsius. La terapia viene potenziata con l’aggiunta di un antibiotico ad ampio spettro.

27 marzo, ore 05,00: johnson si sveglia dopo poche ore di sonno tormentato, non riesce a deglutire e respira male. Johnson a questo punto è leggermente preoccupato e decide di recarsi al pronto soccorso.

Ore 08,30: johnson viene visitato dall’otorino che dopo tre minuti sentenzia: “Tu resti qua almeno per i prossimi 3-4 giorni”. Diagnosi: epiglottite acuta.

3 aprile, verso le 16,00: dopo otto giorni di ricovero al residence Niguarda di Milano, dopo esser diventato la mascotte del reparto, dopo una trentina di flebo tra antibiotici, cortisone e fisiologiche, dopo quasi tutti gli esami clinici possibili, dopo aver avuto a che fare con pazienti oncologici, sieropositivi e minorenni alle prese con rinoplastica, dopo aver ampiamente riflettuto sul significato della vita e sulle cose veramente importanti, dopo aver letto quattro libri, visto sei film masterizzati e completato due settimane enigmistiche, dopo aver mangiato per i primi quattro giorni solo brodino e purè, johnson viene dimesso con grande dispiacere del corpo infermieristico.

Nonostante sia ancora oggi alle prese con antibiotici e vitamine, pare che johnson ne sia finalmente uscito. L’unico a manifestare ancora dei disturbi sembra essere il capo di johnson. Costui, infatti, rimane soggetto ad una serie infinita di tic nervosi ogni qualvolta, allo squillare del telefono, appaia sul display il nominativo “johnson”.


 

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